LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA FIGC GIANCARLO ABETE

Una  vera e propria beffa  quella perpetrata  dalla FIGC  alla Città di   Conversano  condita di assurde menzogne, questo è il commento lapidario del  consigliere comunale Nico Mottola, per le motivazioni espresse dalla FIGC che  con il suo  comunicato ufficiale  non ha riconosciuto lo scudetto all’US Conversano .

Di  fatti – afferma  Nico MOTTOLA – dopo la nostra richiesta ufficiale alla FIGC  con allegata in copia originale   la storica documentazione che  ha  determinato l’apertura dell’inchiesta,   che prevedeva un incontro a Roma per ulteriormente approfondire le ragioni della nostra richiesta,  fino ad oggi non siamo stati ascoltati. E dire che per noi questo incontro era importante, sopratutto per avvalerci di  testimonianze di alcuni superstiti protagonisti  dell’epoca.  Proprio in base a queste testimonianze, ad altra documentazione che nel frattempo è pervenuta in nostro possesso, dopo l’invito fatto  con un manifesto a firma del Sindaco Lovascio che chiedeva alla comunità sportiva di Conversano di raccogliere cimeli e documentazione storica di quegli anni, tutto questo materiale  poteva determinare una maggiore prova delle nostre ragioni, così come pubblicato dai recenti articoli sul Corriere della Sera e sul Corriere del Mezzogiorno a firma del giornalista Francesco Lattarulo.  Secondo noi la FIGC non  ha svolto altre ricerche prima di assumere la decisione, nonostante si fosse impegnata ad approfondire con la nostra audizione. Tra l’altro, per l’US. Conversano, la Commissione della FIGC non ha   avuto  lo stesso metro di giudizio di valutazione perche’  nonostante identica sia stata la circostanza storica per la società de LA SPEZIA,  che vinse il campionato di calcio, quello dell’Italia “Alta”, perimetrato nelle regioni del nord,  le due valutazioni sono state giudicate in modo diverso. Alla società  La Spezia è stata riconosciuta la possibilità di usare sul proprio “merchandise” l’effige dello scudetto “44” ed in piu’ è stata assegnata una coppa commemorativa  dalla Federcalcio e non una  semplice targa come vogliono fare con noi.

Inoltre a mio modesto avviso non si e’ fatta una attenta  ricostruzione  storica di quegli anni ove un clima incerto,  una fase molto convulsa, il clima di odio  per la guerra civile, in Italia la vita stentava a far riprendere qualsiasi  modello di organizzazione sociale. Per cui il tentativo meritorio di alcuni  uomini, che pur di rifondare e ridare un po’ di sollievo e consolazione alle popolazioni si sono spesi con affanno per organizzare un torneo di calcio e riportare in auge la  grande passione calcistica, organizzarono  il primo campionato dell’ “Italia Libera”  composto da ben 31 squadre certamente numericamente il piu’ partecipato rispetto a quello del Nord “Italia Alta”. A quel campionato,  parteciparono  molti giocatori per lo piu’ sfollati come il grande portiere Nardino Costagliola e poi  Catalano, Fusco e Orlando, tutti giocatori del Bari  o fuggitivi alle persecuzioni in atto in quel momento storico.Tra questi, alcuni  veri  assi  delle grandi  squadre  di serie A  in particolare giocatori come Farina del  Milan  e Capocasale della Juventus. Stessa sorte  per i giocatori dello Spezia che pensarono bene di “imboscarsi o riciclarsi  e pur di sfuggire alle persecuzioni della guerra scelsero di giocare nella rappresentativa  dei Vigili del Fuoco.

Quindi la FIGC non puo’ negare la richiesta del Conversano per  il  semplice fatto  che non poteva essereci una regolare “competizione”  calcistica di tipo nazionale come loro affermano nella motivazione del diniego.  Un ultima considerazione:  la FIGC ha smentito sé stessa,  in fondo  la sua stessa  storia.  Di fatti sul diploma,  conservato gelosamente dall’US Conversano datato 1943 – 44  che attesta la squadra come vincitrice del Campionato Italia Libera, la firma è quella del Dott. Poli, reggente del CONI – FIGC e cio’ dimostra senza equivoci  la validità di quel campionato. Tutta la mia riflessione prende spunto da quelle poche cronache giornalistiche del tempo in particolare quella  del “Corriere dello Sport” del 22 Luglio del 1944 e dal documentario girato dalla RAI dal titolo significativo “Spalti di Guerra” nel programma di approfondimento storico  l’ ”Italia siamo noi”. Ecco perche’  vi e’ demerito e superficialità  per come la commissione nominata  dalla FIGC ha condotto e lavorato  in questa vicenda  non facendo “verità”  di fronte a  questa che è importante  per noi una gloriosa bella  pagina di storia  sportiva conversanese.  La FIGC ha perso nei confronti dell’Italia sportiva e della città di Conversano una importante occasione di credibilità  e in generale  anche  un importante  piccolo gesto di lealtà sportiva alla base di quei sentimenti  veri  di valori oramai dimenticati  che il calcio di allora ha rappresentato. Solo sul piano simbolico la FIGC poteva e puo’ ancora assegnare ad ex equo sull’Albo delle squadre di calcio  vincitrici,   il titolo sportivo  del 43-44 al US Conversano per il girone Italia Libera e ai Vigili del Fuoco del La Spezia, questi ultimi  che hanno  avuto altrettanto grandi meriti sportivi e valoriali per il campionato dell’Italia Alta. E’ a mio modesto giudizio un atto dovuto che fa onore alla storia sportiva della nostra Nazione. Analoghi esempi  ci sono stati in  altri campionati europei  per le stesse  vicende legate alla guerra.

Speriamo in un ripensamento della FIGC in modo che possa esprimere un giudizio  piu’ consapevole e approfondito.  Con  la decisione assunta oggi la Commissione  nominata dal Presidente ABETE  non ha  reso  onore  alla storia, allo sport e  all’Italia intera

 

 

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA FIGC GIANCARLO ABETEultima modifica: 2010-02-18T10:30:00+01:00da mottolanico
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