Non voglio essere collega dei finti martiri di Marcello Veneziani

Domani mi autospendo dalla professione di giornalista.

Perché  domani la Federazione nazionale della stampa manifesterà per la libertà di stampa minacciata e io mi vergognerò di essere giornalista. Se mi chiederanno per strada che mestiere faccio, dirò il pescatore o lo scrittore, non certo il giornalista. Se il testimonial della stampa libera è la D’Addario, preferisco dirmi minatore.

Mi vergogno innanzitutto per rispetto verso tutti coloro che hanno pagato di persona il duro prezzo della libertà, giornalisti inclusi. Quelli che davvero hanno sofferto sulla propria pelle la perdita della libertà e del diritto d’opinione.

Manifestare per la libertà di stampa contro il governo in un Paese dove i tre quarti della stampa sono contro il governo e continuano a esserlo più accaniti di prima, è prima di tutto un’offesa a chi ha pagato anche con la vita, in regimi veramente dispotici, la propria libertà. Mi vergogno per le vittime, per i giornali chiusi per censura, per i tanti che hanno dovuto umiliarsi per sopravvivere o si sono fatti ammazzare, anche ai nostri giorni, per raccontare la verità. Non vedo martiri, neppure alla lontana, nel nostro Paese tra i giornalisti de la Repubblica e de l’Unità, di Annozero e del Fatto, di Raitre o dell’Avvenire e della Federazione della stampa. Immolarsi per la patria lo capisco, per la D’Addario no.  Mi vergogno poi per l’assurda minaccia alla stampa libera proveniente nientemeno che da un paio di querele con la richieste di risarcimento danni da parte del premier. Nessuna dittatura, cruda o strisciante, ha mai fatto ricorso a querele per zittire gli avversari, ricorrendo perfino ai malfamati giudici. Penso che Berlusconi abbia sbagliato a farlo, ma sul piano della strategia politica e comunicativa, non certo perche’ mette in pericolo la libertà di stampa. E mi vergogno per la stridente, clamorosa disparità di giudizio che e’ tornata sotto gli occhi di tutti con la querela di Fini al Giornale, seguita da un plauso unanime da parte di coloro che scendono in piazza proprio per protestare contro l’uso delle querele da parte di chi ha incarichi istituzionali. Perfino la materia è la stessa, l’intreccio di pubblico e privato, le luci rosse. Aggiungo a scanso di equivoci che reputo Fini, come D’Alema del resto, non personalmente coinvolti in storie a luci rosse, che riguardano semmai i loro entourage e le loro emanazioni periferiche. E comunque tra questi mi indignano più scandali sulla salute degli italiani che sulla salute sessuale dei politici. Per dirla tutta, reputo lo stesso Berlusconi responsabile sì di leggerezza e senso spiccato del piacere, ma non certo colpevole di istigazione alla prostituzione o reati affini. Comunque sbagliano a querelare, Berlusconi, Fini poi e D’Alema prima.

Mi vergogno poi di vedere accomunati in questa grottesca manifestazione vecchi comunisti che della libertà di stampa, ovunque hanno avuto un briciolo di potere, ne hanno fatto carne di porco; giornalisti che nei loro giornali cancellano chi non la pensa come loro, li condannano a morte civile; o se proprio non possono farne a meno, li trattano come criminali e venduti; giornali cattolici che vedono la libertà di stampa minacciata solo perché un giornale, guarda caso il nostro, ha pubblicato una notizia vera e imbarazzante sul loro ex direttore, e anziché difendere la persona circoscrivendo l’episodio deplorevole, preferiscono inveire, negare il fatto e accompagnarsi ad atei, abortisti, ammazza preti,nemici della religione pur di vendicare l’omertà violata sul loro direttore; giornalisti che della libertà di stampa e della verità ne fanno polpetta avariata, ma gorgheggiano sulle medesime. Questa manifestazione mi ricorda quella sulla libertà in pericolo quando chiuse per eccesso di costi e scarsità di lettori la Voce di Montanelli e tutti, dico tutti, compresi i tg di Stato, scesero a manifestare contro un dittatore che allora era all’opposizione….

Ma la verità fu che i lettori del Giornale rimasero liberamente fedeli al loro Giornale e al Montanelli di sempre, piuttosto che seguirlo in una avventura plaudita dalle sinistre e improntata sull’odio verso Berlusconi e i suoi alleati. Mai visto un coro che grida ad alta voce sulla libertà di stampa mutilata; di solito i dissidenti sono voci mozzate e disperse,  usano i fogli clandestini e non i principali giornali e telegiornali, sono pochi e malridotti, non cori unanimi da stadio e ben pasciuti.

Mai visto poi un coro che insorge contro un solo giornalista e il suo giornale, dico Feltrie il presente quotidiano, e vede in loro, piu’ Libero, la stampa del regime.

Dev’essere un regime ridicolo quello che ha un solo giornale, o due al massimo, che non si pubblica come la gazzetta ufficiale e non arriva gratis o d’ufficio agli italiani ma è liberamente comprato ogni mattina da svariati lettori. Cento contro uno, e i cento accusano l’uno di essere conformista e l’altoparlante del regime. Né KafKa né Fantozzi arriverebbero mai a tanto.

Con la protesta di domani siamo al rovesciamento del significato di libertà e conformismo, di verità e ideologia. Un gioco al massacro becero gossip li chiamate libertà di stampa, una notizia vera o un’opinione schietta le chiamate killeraggio.  Se non toccasse anche noi e la maggioranza incolpevole degli italiani, vi meritereste un regime veramente autoritario, perché  non riuscite a vivere nella libertà di stampa: a voi vanno bene o i veri despoti, che soffocano il dissenso nel nome di un’ideologia progressiva, o i melliflui sacrestani che addormentano la libertà di stampa, corrompono il dissenso, neutralizzano le voci scomode e nascondono sotto le tonache la verità. Siete clericali senza essere cattolici, siete comunisti senza odiare l’ingiustizia, siete giornalisti senza amare la verità e la libertà. Domani mi autosospendo come giornalista per non sentirmi collega vostro. Amo troppo la libertà di stampa e la verità per accettare l’abuso che ne fate. Non accetto di mandare la libertà a puttane.

 

FINTI EROI: C’e’ chi paga con la vita per scrivere la verità ma non vedo questi martiri in Italia

IL PRETESTO: Le querele del premier? Se fossimo davvero in una dittatura non servirebbe farle

TESTATE DI SINISTRA: Chi non la pensa come loro è trattato come un venduto o un criminale

IL PARADOSSO: Si puo’ fare il gossip e il gioco al massacro ma chi dà notizie vere è un killer

Non voglio essere collega dei finti martiri di Marcello Venezianiultima modifica: 2009-10-02T23:14:00+02:00da mottolanico
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8 pensieri su “Non voglio essere collega dei finti martiri di Marcello Veneziani

  1. purtroppo, riguardo alla libertà di stampa hai davvero ragione tu. Non é in pericolo! Chi avverte questo cappio al collo evidentemente non ha il coraggio di esprimere, comunque, la verità sui fatti e le proprie libere idee. Concretamente, non é un giornalista! Non si pùò, di contro, negare che il clima in Italia sia diventato, ultimamente, molto teso. Abbiamo un premier che, ogni giorno, non manca di rivolgere i suoi strali contro questa o quella istituzione. Sottolinea che é lui l’unico presidente eletto dal popolo. Dichiara comunista la Consulta. Si scorna un giorno con Fini e l’altro con Tremonti. E’ contro la stampa. Italica e non. Si autodefinisce il miglior presidente della storia repubblicana. Stà azzerando l’intero apparato pubblico incurante delle conseguenze sociali delle sue allucinanti decisioni. Dice che tutto in italia va bene.
    … purtroppo per noi tutti, é il solo a dirlo!
    Sarà l’effetto del testoterone?

  2. E’ quindi ? al di la’ della polemica politica, caro Pasquale, per rimanere al tema, che dici, c’e o non c’e’ la libertà di stampa?
    Conosco la tua onestà intellettuale, per ricordare, che anche da sinistra ci sono e ci sono state situazioni simili molto di piu’ eclatanti con richieste di querele e risarcimento danni nei confronti non solo della stampa ma anche della satira(D’Alema/Forattini).
    Inoltre e’ stato interessante assistere recentemente al doppiopesismo di come al contrario l’opposizione saluta con favore la querela di Fini nei confronti di Feltri. Allora delle due, mi domando e dico: si manifesta in piazza quando a querelare è Berlusconi un giornale di sinistra e si osanna Fini quando querela uno dei due giornali di destra?
    Non mi sembra proprio coerente! Per tutto il resto, caro Pasquale, consentimi di esprimere le mie riserve che in questa sede, per ragioni di tempo, non posso dilungarmi. Infine dico solo che fino a quando l’opposizione anteporra’ allla forza delle idee e dei programmi l’antiberlusconismo, il centrodestra e sopratutto Berlusconi, con la forza dei “fatti” – vedi la spazzatura di Napoli , e recentemente la consegne delle case agli sfollati del terremoto di Abruzzo e tra poco di Messina, per citare pochi esempi – continuerà a governare l’Italia, a meno la sinistra non pensì di candidare a chi ritiene un “ominicchio” come dice il candidato al PD, Franceschini, un clown come Beppe Grillo.

  3. che berlusconi sia ampliamente legittimato dal suo bulgaro consenso elettorale, é cosa nota. Che il suo agire, nell’esercizio del potere che ha ricevuto dal parlamento (non dal popolo!), sia stato trasparente e limpido, non é, a mio avviso, parimenti condivisibile. Non depongono a favore di questa tesi, ne il Lodo Alfano, o lo scudo fiscale, o l’Ici, tanto meno l’imminente riforma della magistratura, o il probabile tentativo di svariate riforme costituzionali, ecc. D’altra parte, però, un vero bavaglio all’informazione non c’é! C’é un clima teso, per colpa di entrambi gli schieramenti. Clima che, ovviamente, non favorisce la libertà di espressione. Diciamo anche che, tanto per fare un esempio, una trasmissione come quella di Anno zero, (dove la zuffa é sempre alla portata, il tranello per l’interlocutore pidiellino di turno é sempre dietro l’angolo, la superbia espressiva di taluni opinionisti ponderata al fine di ridicolizzare l’antagonista verbale) non agevola quel dialogo democratico necessario a far comprendere le valide ragioni dell’uno o dell’altro. Il penalizzato come al solito é l’utente.
    La libertà, in definitiva c’é. E’ un peccato sprecarla in giochi dialettici vacui e dietrologie. Io, per indole, amo il dibattito che sviscera i fatti. Sento, in questa italia Libera che, dopo opinioni e sermoni vari, ci sia una assoluta mancanza di concretezza. Certo berlusconi ha fatto tutto quel che scrivi. Ci mancherebbe, però, che non lo avesse fatto. E’ il compito che l’Italia gli ha affidato. Peccato che lo svolga come intermezzo alla cura amorevole e pedissequa dei suoi interessi ed affari personali. Troppo borderline con quelli, appunto, istituzionali.
    P.S.: parlaci della crisi politica comunale. C’è o no?

  4. Caro Pasquale,
    premetto che da sempre apprezzo, l’ eleganza nel leggerti ed e’ straordinaria la facilità del tuo argomentare, sopratutto dall’ “arma micidiale” della tua penna, per quelli che sono i tuoi pensieri, i tuoi articoli.
    Fatta questa premessa mi piacerebbe che sull’affermazione riferita a Berlusconi “…. Non depongono a favore di questa tesi, ne il Lodo Alfano, o lo scudo fiscale, o l’Ici, tanto meno l’imminente riforma della magistratura, o il probabile tentativo di svariate riforme costituzionali, ecc..” insieme apriamo un forum e/o organizziamo convegno tematico. Ma scusami se intravedo ancora una volta dalle tue conclusioni per il post precedente le scontate considerazioni finali che denotano sempre perchì sta a sinistra del panorama politico l’antiberlusconismo, in stile certamente raffinato, nulla, ovviamente di paragonabile a quello che si legge sui blog e sui social form per quegli idioti che stanno letteralmente seminando odio per rendere sempre piu’ il clima incandescente, aizzando, forse, qualche facinoroso alla violenza nei confronti di chi, è stato eletto democraticamente con il consenso del popolo.

    Riguardo alla situazione politica locale, non nascondo, ne mai ho nascosto le difficoltà basate innazitutto sulla necessità di dare a Conversano e ai conversanesi qualche risultato concreto del nostro programma elettorale.
    Alle nostre buone intenzioni purtroppo non è stato possibile, per il momento, dare seguito nell’immediato. Persistono ancora a distanza di circa un anno e mezzo, haime’, carenze strutturali. Nel nostro Comune quasi ogni cosa diventa complessa, perfino quando vi e’ l’esigenza di far cambiare, con ragionevole tempistica, una lampadina fulminata della pubblica illumionazione. Il tutto è davvero affidato a poche buone volontà e professionalità che tentano ogni giorni con molto affanno di sobbarcarsi le inefficenze altrui e i problemi che sono sempre in emergenza del quotidiano vivere. A me piacerebbe, così come sono sicuro anche a te, prospettare per la nostra Conversano sì nell’immediato ma sopratutto pensare alla Conversano di domani che guarda al futuro; ma dimmi, caro Pasquale, in tanti anni di superficialità, degrado, sciatteria a tutti i livelli, come si fa’ nell’immediato a prospettare risultati significativi ? E’ chiaro che di fronte a questo stato di cose, nell’impossibilità di esprimere, nei luoghi deputati, punti di vista, nel recente passato ci sono stati screzi tra le varie componenti di maggioranza, sopratutto noi del gruppo PDL che dovevamo metterci anche alla prova del consenso, come avvenuto alle recenti elezioni provinciali. Per questo chiedevano un cambio di direzione di marcia, chiediavamo nuova linfa e nuovo impulso con la rimodulazione della giunta assessorile. Ad oggi la situazione e’ quella che ci vede impegnati a favorire in tempi ragionevoli l’attuazione di 3/4 punti del nostro programma. Dopo di che’, sperando che nel frattempo ci si sforzi nell’accettare un metodo di condivisione, ci rimetteremo nuovamente sotto esame. Tutto questo caro Pasquale, ovviamente, e’ detto in termini molto semplici ed in estrema sintesi.
    Cordialità

  5. Caro Nico, premetto che tra le tante figure e “figurine” della tua coalizione, tu, Salzo, Loiacono, Covito e, in un certo qual modo Sibilia, siete le vere persone che mi sento di apprezzare(da un punto diametralmente differente al vostro ma non opposto nel senso letterale!). Avete dimostrato, ognuno nella vostra peculiare maniera, di essere degli esseri pensanti e non perciò degli automi. E’ per questo che ti dico, francamente e senza fronzoli, che il vostro atteggiamento di attesa é probabile che snervi il nostro Sindaco. Certamente, però, raffredda il vostro bacino elettorale. Ci sono tante questioni irrisolte, o risolte malamente, che rendono chiaro il motivo per cui questa eterna empasse sia, ogni giorno più deleteria. Mi dirai, ovviamente che “la lingua batte dove il dente duole” ma, prendiamo ad esempio la graduatoria di mobilità della Polizia Municipale. Io, ovviamente, non ci sono non avendo titolo, quindi, capisci bene che il mio non può essere un ragionamento pretestuoso. Per una serie di circostanze, quali, quelle affettive, o quelle dettate dall’impagabile desiderio di essere informato, da alcune settimane avevo contezza di quella che, grosso modo, sarebbe stato l’esito del concorso. Da Mola, da Bari, da Polignano, da Castellana mi ripetevano la stessa solfa : “E’ un vestito cucito addosso a Tizio, Caio e Sempronio”. Credevo fossero ragionamenti vacui, e senza fondamento alcuno. Purtroppo, però, quando sul tuo sito ho letto la graduatoria, ho capito. Non ho dubbi che, ad iniziare dal primo che ho conosciuto e stimo, fino al quinto, si tratti di professionalità indiscutibili ma, quanto ai criteri con cui essi son risultati primi, c’é da rimanere sbalorditi. Come, ha più punteggio chi si é appena sposato rispetto a chi ha moglie e figli da anni o a un laureato? Oppure a chi ha più servizio? Le leggi sula mobilità sono comuni in tutto il Paese o possono essere modificate a seconda dell’Ente locale che se ne avvantaggia? E’ vero che, comunque vada, trattasi pur sempre di personale con titoli ed esperienza ma, come? In certi casi conviene arroccarsi a svariati distingui e virtuosismi legali pur di non assumere questo o quello, mentre in altri conviene abbozzare e far finta che tutto sia normale? Ma poi, in questo caso é tutto normale o tutto é stato normalizzato?

  6. Scusa Pasquale ma sul mio sito non c’e’ e non c’e’ stata mai alcuna graduatoria !!??

    Riguardo alla graduatoria che grazie al tuo post ho potuto leggere sul sito del Comune di Conversano da quello che a me risulta la selezione è stata fatta per titoli. Non conosco i criteri, ma condivido le tue perplessità.

  7. Hai avuto modo di informarti? Puoi entrare nel merito delle perplessità che citavi? Malgrado mi sia stato chiesto, al momento, ho deciso di declinare l’invito a scrivere una articolata opinione in proposito, non però al desiderio di esserne più dettagliatamente informato.

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